Settanta volte sette

Settanta volte sette (potentissima)

Settanta volte sette (potentissima)

Settanta volte sette, perdono chi mi ha deriso, chi mi ha umiliato, chi mi ha insultato, chi mi ha tradito, chi mi ha ferito, chi mi ha scavalcato, chi mi ha fatturato, chi mi ha invidiato, chi mi ha oltraggiato, chi mi ha percosso, chi mi ha rubato, chi mi ha abbandonato, chi mi ha raggirato, chi mi ha usato, chi mi ha impoverito, chi mi ha illuso, chi mi ha escluso, chi mi ha sfruttato, chi mi ha affamato, chi non mi ha curato, chi mi ha sfrattato, chi non mi ha pagato, e qualunque cosa da chiunque io abbia subito.

Settanta volte sette, mio Dio, nel nome di Gesù Cristo, restituisci a costoro in cambio ogni sorta di grazia ed abbondanza.

Settanta volte sette, Gesù, versa su di loro il tuo sangue salvifico e perdona i loro peccati ed i loro oltraggi contro la mia persona.

Questo io ti chiedo di fare mio Gesù, settanta volte sette, ogni volta che qualcuno farà qualsiasi cosa contro di me.

Settanta volte sette, ogni giorno del loro vivere.

Amen

Spiegazione biblica:

Mt  18,21-35

In quel tempo, 21Pietro gli si avvicinò e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». 

22E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
23Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. 24Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. 

25Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. 

26Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: «Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa». 27Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito. 
28Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: «Restituisci quello che devi!». 

29Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: «Abbi pazienza con me e ti restituirò». 30Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito.

31Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. 

32Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: «Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. 33Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?». 

34Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto. 35Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».

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